RICORDA

52100 Arezzo,
via Fantastica, 33

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C'era una volta un prato per dire, che diventò un Prato di fiabe per l'azione congiunta degli abitanti di Prato e degli extracomunitari, che non facevano parte della comunità di Prato. Poi vennero fatti partecipi della partecipazione tutte le forme nominali del Verbo che del verbo conservano la categoria del tempo e del numero, mentre del nome introducono le categorie del genere e (in latino) del caso.

Avvenne così. Tra il dire e le fiabe c'è di mezzo un bosco. E si dice: "C'era una volta nel bosco un lupo, e Cappuccetto Rosso doveva attraversare il bosco fino alla casa della nonna a letto malata". Si dice poi: "Nel letto del fiume dormiva una bella Bambina dai capelli turchini rivestita di verde. Gli alberi erano i suoi capelli, che lei tingeva di turchino per piacere a Pinocchio. Non si sa se era una bella Bambina dai capelli turchini o la Fata. Di sicuro, non era la Strega. Perché aveva la testa piena zeppa di uccelli, mentre la testa della Strega è piena di pidocchi... Era una Pina?". Se è così, si aggiunge: "I pidocchi della Pina, che è una bambina stregata, sono pinocchi, e quando la Pina guarisce, parla e si apre, i pinocchi saltano fuori. Sono tanti, ma uno solo è finito in novella come Pinocchio che corre pericolo di essere fritto nella padella, come un pesce, dal pescatore verde. E' il Pinocchio vero, birbante, che, se non c'era la Fata, non sarebbe mai diventato un ragazzo". E il ragazzo, cos'è? la gara di un razzo? E la fiaba continua.

Il ragazzo è spiritoso. Osserva la scia bianca di un aeroplano, e urla: "... Che frenata!". La frenata è così brusca, che fa cadere le valigie nell'aeroplano. Ogni valigia si apre e svaligia un segreto. Se era diretta in Maremma, il segreto svaligiato sarebbe: "La Maremma è la mamma del Mare". Se viene in soccorso un fenicottero, anziché un elicottero, porta con sé la più antica fiaba degli extracomunitari di Prato. Dice: "Il fenicottero era l'elicottero dei Fenici. E' l'invenzione più geniale di quel popolo. Quando Annibale, il Fenicio, dimenticò il grido dei gabbiani, la profonda risacca del mare, il profitto e la perdita, attraversò il sud della Francia per venire in Italia. Costruì una base di fenicotteri che si chiama Camargue, e ablativò (portò via) la categoria del caso che apparteneva al latino.

Ogni bambino che ha perso il babbo a scuola, la mamma, i nonni, il quaderno e la penna, se prende un fenicottero, può ritrovare tutto". 

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